Storia di Galbiate
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Cenni storici



            Galbiate conserva nel proprio nome le su radici. Infatti il suo nome è formato dalle parole "gau" che significa territorio e "bia" che significa baita, così come il nome del monte Barro deriva da "bar" (ovile), termini che appartengono al linguaggio della popolazione ibero-ligure che circa 5000 anni fa per prima abitò il nostro terrotorio.
            All' inizio dell'ultimo millennio a.C. si insediarono gli Orobi, fondatori della mitica città di Barra, che gestivano le ricchezze comuni come l'acqua, i pascoli, i boschi assegnandoli in uso alle famiglie così da consentire loro una vita indipendente dal padronato. Questo tipo di gestione rimane in uso fino al secolo scorso limitatamente ai territori dei monti Barro e Regina.
            Nel VI secolo a.C. il territorio galbiatese fu conquistato dai Celti, popolo di guerrieri perennemente in lotta, che furono poi definitivamente sopraffatti e soppiantati tra il 196 ed il 191 a.C. dai Romani. Questi ultimi, tra il 300 ed il 400 d.C., insediarono la "Legione Galbiana" a supporto ed in difesa dei lavori di costruzione della strada militare che collegava Bergamo a Como.
Le antichissime chiese di S. Alessandro e di S. Vittore sul Monte Barro testimoniano la diffusione del Cristianesimo nel periodo immediatamente successivo all'episcopato di S. Ambrogio fra il 374 ed il 397 d.C. Seguì poi il perodo della dominazione Longobarda che per volere del loro ultimo re Desiderio edificarono la fortificazione sul Monte Barro e la chiesetta dedicata all'Arcangelo Michele sul poggio di S. Michele.
            Tra il XII ed il XIII secolo Galbiate fu feudo dei canonici di Monza che eressero la chiesa di S. Giovanni limitatamente alla parte oggi chiamata "Chiesa Vecchia" e la chiesetta del Caribbio che in origine fu dedicata a S. Gottardo.
Al tempo della rivalità fra Guelfi e Ghibellini, Galbiate parteggiò per questi ultimi, mentre durante periodo delle Signorie si trovò spesso schierata contro i Visconti, allora Signori di Milano. Assediata e conquistata nel 1459 dai Veneziani fu poi da questi abbandonata per tornare in seguito sotto la signoria degli Sforza.
            Tra il 1535 ed il 1713 subì le angherie del dominio spagnolo, il più illiberale dell'epoca, e nel 1629 dovette affrontare l'epidemia della lebbra celebrata poi nel romanzo i Promessi Sposi di Alessandro Manzoni che da ragazzo trascorse alcuni periodi presso la "Cascina Manzoni" ancora oggi visibile percorrendo la strada che da Galbiate sale verso Colle Brianza. Dopo la parentesi napoleonica fra il 1797 ed il 1814 e la restaurazione austriaca, Galbiate seguì le vicende del Risorgimento conclusesi nel 1870 con la breccia di Porta Pia.
            Fra il 1927 ed il 1937 vengono sciolti i comuni di Bartesate, Sala al Barro e Villa Vergano ed inglobati nel comune di Galbiate definendo così quella che è l'attuale configurazione amministrativa del nostro terrotorio. Oggi Galbiate conta circa 8.700 abitanti distribuiti su un territorio che si estende per circa 16 kmq con una escursione altimetrica di 722 metri dai 200 mt sul livello del mare del lago di Lecco fino ai 922 mt della vetta del Monte Barro.

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Tratto da GALBIATE '84 a cura degli AMICI DI GALBIATE con il contributo della Banca Popolare di Lecco

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